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Universo e pianeta

Ci sono momenti nei quali io perdo. Perdo piccole particelle di me stessa dietro di me. Spero possano raggiungere chi non vedo da tempo, chi non ricordo più. Che possiate ricordarmi voi.
Così sono le stelle, piccole parti di una vita mai spezzata dal tempo, o corrosa dalla vecchiaia.
Sono piccoli soli, splendenti ognuno per sé, ed è così che funziona il ricordo, è una particella a sé stante.
Un frammento di un nucleo principale da quale si è staccato per brillare di vita propria, non è distante dal processo di creazione della vita in sé. C’è l’attesa di un’idea, l’attesa di una nascita.
Lo sviluppo, la formazione, la pulsazione, la vita che da una diventa due.
La dualità, il pensiero come mio ma anche come altro da me.
Il ricordo come prodotto di una cosa che accade e che vive anche quando questa cosa è già successa e non succederà più.

Ricordo che la parte più fulgida di me è con voi, con me poco ancora.
La parte che mi ricordo ve la siete portati via e io vi incontro per ricordarla ancora un po’.
È così che funzionano le esperienze. Non voglio essere tuttora come allora ma quando mi manco cerco di ricondurre attraverso voi quella mia parte.
Ed è così che funziona anche per voi. Ognuno è solo e moltitudine, ognuno è sole e sistema solare.
Nucleo e particelle.

Ci sono attimi in cui io ti ricordo, in cui tu ricordi qualcuno, in cui qualcuno ricorda qualcun’altra.

Siamo universo e pianeta.

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