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This must be the place

Questo deve essere il posto, quello più caro, il posto dove si nasce inconsapevolmente e dove si mettono radici. È il posto dove posso nascondermi quando fuori c’è la tempesta, dove posso fiorire assieme ai crocus bordeaux. Dove ho trovato tesori nascosti, dove ho pianto le lacrime più pesanti.
È tutto un sogno, è tutto un viaggio distante da qui, assieme al presente, assieme a questo luogo.
Questo è il posto dal quale me ne andrò un giorno, andrò a mettere radici tutte mie, intonse da quelle degli altri, ci sarà spazio a sufficienza per crescere sino al cielo. Per toccare il bagliore delle stelle, non avrò bisogno di posti dove nascondermi, di posti dove poter piangere, perché quel posto sarà come una casa sempre con me, diventerò una chiocciola, un nautilus sopravvissuto alle intemperie della vita attraverso i secoli.
Il mio posto diventerà qualsiasi posto io vada, distante da qui, come è sempre stato.

Mentre sogno ad occhi aperti
Una piuma lieve si appoggia al pavimento

È la piuma che lo sostiene dall’ascesa
Tu non credi?

È l’aria che ci preme dall’ascesa verso il sole
Troppo brillante per le nostre fragili ali di cera.

Cosa si è inventato l’universo per farci sopravvivere,
lo strato azzurro che ci separa dalla stella suprema.

Ritorno tra queste righe di poco conto, un pensiero confezionato, forse nemmeno troppo bene e dato a voi in modo che possiate leggere ed esaminare queste quattro idee nate in un primo pomeriggio di riflessioni.

Mi immagino immersa in un mare di grano dorato schiacciato dai raggi del sole di agosto, dove la marea si confonde con me e con le altre persone attorno.
Immagino il momento in cui sentirò il fragore dell’erba sotto i miei piedi, il profumo dell’asfalto rovente, si perché in cattività anche l’asfalto possiede un suo aroma, una sua fragranza dimenticata da tutti.
L’asfalto in sé possiede la storia di tutti quelli che lo calpestano, di tutti quelli che lo percorrono: chi correndo, chi distratto da pensieri innocui e chi da pensieri ingombranti.
Possiede la storia di chi lo percorre la mattina presto velata di nebbia e di malinconia, del ricordo del calore della sera precedente, fra le pareti di questo posto chiamato casa.

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