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Fioritura.

Si impastano le mani, come pani lievi, come tortore sul selciato,

terribile errore pensare che non possano dire le stesse cose di una bocca corrucciata,

sanno ordire trame, aspettare anni, sanno danzare nell’aria come boccioli di rosa fioriti a marzo,

errore su errore non pensare alle cose impossibili, ai cigni neri, all’improbabilità.

Ho smesso di inviarti poesie perché temo non ti interessino più come un tempo,

quei momenti sguaiati in cui non si pensava troppo alla tagliola del tempo che scorre,

ora siamo qui in attesa che il destino di adulto si compia, portandosi via la gioia e la penitenza.

O forse l’entrata in scena della libertà.

Poche cose valgono come l’essenza di sé che permea il nostro sguardo sul mondo,

La ricerca di ciò che è vero, di ciò che è bello, e che spesso coincidono l’uno con l’altro.

“non posso che amare la realtà, nonostante le ferite, molteplici labbra che sussurrano che la prossima volta andrà meglio.” Non si può che apprezzare quel che è vero, quel che è ingiusto, quello che ci rimbalza nella mente. Non posso aspettarmi grandi cose, grandi eroi dal futuro, che vengano a salvare proprio me, che sono nella più profonda tenebra della terra. Eppure, mi dicesti tu, con quel tuo solito insolente sorriso, eppure anche i semi vengono cacciati dall’alto dell’albero fino alla caverna della terra, eppure anche i semi fioriscono. Sanno aspettare il giusto, sanno fiorire quand’è il momento: né prima né dopo. Sanno annichilire di bellezza, stancare gli occhi con le corolle magnifiche del fiore che diventeranno, eppure, eppure ancora non mi credi.

Mi aiuta il mare, sicuramente mi aiuta il mare, con la sua impermanenza, con il suo moto ostile e accogliente, con le sue onde fragili che si rompono al passare di un cormorano, o si spezzano al cospetto di una pietra.

Mi aiuta il mare a sentirmi come mi sento, figlia sua, sicuramente, figlia della sua incostanza e della sua inconsistenza. Poco mi rimane fra le mani se non un pugno di granelli di sabbia, che nell’attesa ho contato ad uno ad uno. Chissà le tue mani cosa avrebbero voluto dire, forse è primavera e non lo sa.

Una risposta su “Fioritura.”

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