Categorie
Senza categoria

Il mare

È così che si risolve ogni cosa, ogni disputa. La vita è un flusso costante di contraddizioni, di lotte, di calamità. Tutto si rivolge all’io imperante, tutto è connesso a come ci si sente. Tutto è visione, tutto è uno sguardo. È logico pensare che nulla veramente ci appartiene tranne le etichette di possesso che applichiamo alle cose. Io è uguale a mio, mio è uguale a oggetto. Io desidererei che le cose andassero così, io vorrei essere più tranquilla. Ma io (cioè il mio corpo) non posso decidere quale direzione prendere, non posso decidere cosa potrà accadermi. Il mito del controllo crolla come pesante castello ottocentesco sotto il lieve passare della brezza della consapevolezza. Non possiedo il controllo, ogni cosa è casuale, ogni cosa è leggera e pesante, ogni cosa una croce e una benedizione. Ogni evento è decisione della natura. È decisione del disordine e della complessità della vita. Potremmo definire la vita, ed il tempo che passa come un susseguirsi di eventi casuali ai quali noi diamo un preciso significato che scrive la nostra storia personale e con i quali scriviamo la nostra storia di persona umana gettata nel mondo.
Nessuno ha richiesto a nessuno di essere scaraventato nel mondo senza essere prima consultato, la nascita è volere e cosa di altri, la prima nostra non decisione, il primo frutto della casualità.
Io non decido come mi comporto ma sono un’orma, una scia di passi e percorsi iniziati da generazioni, da secoli. Io sono l’evoluzione temporale di chi mi ha preceduto genealogicamente, sono il risultato e un progetto in sospeso di qualcun altro, porto la sua sapienza e i suoi errori dentro di me, nel mondo, non deciso.

Cosa ci distingue l’uno dall’altra?

Il carattere, la volontà, l’amore che si può provare per un destino del tutto casuale.
Si può amare la contraddizione, lo scoppio interiore che ne deriva, si può amare il dolore che è troppo amore non corrisposto:

Si può amare la vita
Come perla desiderata in un ostrica ostinatamente chiusa,

si può amare l’onda
quando scompare infranta nello scoglio:
nella sua distruzione ella distrugge la roccia, poco per volta.

Si può amare il giorno
Corroso dalle ore che passano inerti senza produzione,
Senza utilità se non quella si esser vivi

A cosa serve la vita?
A cosa serve un progetto?

Si può amare il mare proprio perché contiene l’acqua.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...